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REGGIO EMILIA: CAPITALE DIMENTICATA
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Interno

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La prima sala è il vestibolo, di pianta rettangolare, che a sua volta ospita i busti di Cesare Costa e Achille Pieri, oltre a medaglioni con Plauto e Terenzio. L’atrio, di pianta ottagonali, ha il soffitto decorato con motivi classici. La sala d’aspetto, invece, ha le porte copiate dal teatro della duchessa di Parma. Da qui, prendendo lo scalone sulla destra, si accede alle sale del Ridotto, utilizzate per lo più per concerti e convegni.
La sala di Spettacolo è a ferro di cavallo, con quattro ordini di palchi e platea, per un totale di 1100 posti a sedere. Abbondante la decorazione: oltre agli spalti dorati e intagliati, vi è anche il soffitto affrescato, con immagini tratte dai quattro generi del teatro, il Melodramma, la Commedia, la Tragedia, la Coreografia, e altre scene allegoriche. Al centro pende il lampadario originale, in rame, stucco, legno intagliato e dorato e ricoperto di cristalli, le cui dimensioni sono di 3,75 metri d’altezza e di 3,05 metri di diametro.
Il sipario risale al 1857, fu dipinto da Alfonso Chierici, e vi è rappresentato Il Genio italico che invita le belle arti ad ispirarsi alle glorie della storia patria. Il sipario di comodo, invece, fu dipinto con scene agresti da Giovanni Fontanesi, sempre nel 1857. Il terzo sipario, invece, fu aggiunto solo nel 1991, e presenta un dipinto di Omar Galliani.

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