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REGGIO EMILIA: CAPITALE DIMENTICATA
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Battistero di San Giovanni

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Un tempo a sé stante e oggi inglobato all’interno del palazzo vescovile, il Battistero è un edificio di epoca altomedievale, la cui facciata ben si distingue in quella del palazzo. La sua fondazione risale all’XI secolo, anche se l’attuale aspetto si deve alla grande campagna di lavori iniziati dal vescovo Bonfrancesco Arlotti nel 1481. Per anni dimenticato, fu recuperato solo grazie ad un’accurata campagna di restauro avvenuta negli anni ‘80 del Novecento, e che hanno messo in luce le sue parti rinascimentali.
L’esterno presenta una semplice forma a capanna molto accentuata, e un portale dalla lieve strombatura, sul cui timpano vi è scolpito il Battesimo di Cristo. Sulla colonna di sinistra si trova inciso il campione di riferimento per le misure lineari adottate ufficialmente in città fino al 1803, la pertica e il braccio. Nei casi di sospetta truffa sulle misurazioni, era qui che i contendenti venivano a dirimere le questioni, da cui il motto reggiano: San Zvan al fa vèder l’ingàn (San Giovanni fa vedere gli inganni).
L’interno, a croce latina, un tempo aveva il fonte battesimale al centro della sala, spostato nell’abside nel Quattrocento. Le transenne mostrano il punto in cui esso si trovava in origine. L’affresco col Battesimo di Cristo è opera di Francesco Caprioli del 1497-98, mentre, sempre la Quattrocento, risale la vasca in marmo rosso di Verona.

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