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Porta Santa Croce
via Roma
La Porta di Santa Croce è l’unica porta rimasta delle antiche mura di Reggio Emilia. La sua costruzione avvenne nel 1199, ai tempi del podestà Guido Lambertini di Bologna.
Per secoli una delle quattro principali porte cittadine, fu tamponata nel XVI secolo, quando al suo posto fu innalzato un bastione, durante i lavori di aggiornamento delle mura cittadine. Nel 1858 si decise per il recupero della porta: il duca Francesco V Asburgo-D’Este donò 15.000 lire per il suo restauro, e come ringraziamento i reggiani decisero di intitolare la porta al duca, commissionando, inoltre, due stemmi con l’aquila estense allo scultore Ilario Bedotti, da apporre in facciata.
Nel 1859, tuttavia, lo scoppio della Seconda Guerra d’Indipendenza, provocò l’ovvia reazione degli abitanti del ducato, che si ribellarono instaurando un governo provvisorio filo-sabaudo. La porta riacquisì il vecchio nome, mentre il Bedotti ritoccò gli stemmi, cancellando l’aquila asburgo-estense, e aggiungendovi la croce sabauda.
Il 19 agosto 1859 il generale dei Cacciatori delle Alpi Giuseppe Garibaldi entrò in città proprio da questa porta, quando ancora era in corso di svolgimento la guerra tra il Piemonte e l’Austria, in campagna di reclutamento di volontari per combattere nel secondo conflitto risorgimentale.
