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REGGIO EMILIA: CAPITALE DIMENTICATA
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Sala del Tricolore

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Reggio Emilia ha un ruolo simbolico molto importante per lo stato italiano, in quanto qui, il 7 gennaio 1797, fu issata per la prima volta la bandiera tripartita verde, bianco e rossa, poi divenuta la Bandiera italiana. Questo importante evento avvenne nel più complesso quadro della rivoluzione francese e delle successive guerre napoleoniche. Con la discesa di Napoleone in Italia, infatti, l’assetto politico italiano fu sconvolto, con la proclamazione di varie repubbliche riunite al posto dei piccoli stati preunitari. Anche il Ducato di Modena e Reggio fu disciolto e al suo posto proclamata la Repubblica Cispadana il 16 ottobre, che comprendeva anche gli ex-territori pontifici di Bologna e Ferrara. Il 27 dicembre 1796 ci fu il primo congresso parlamentare delle città cispadane, il quale, proprio il 7 Gennaio 1797, all’interno della Sala dell’Archivio del Palazzo Comunale di Reggio Emilia, proclamerà il Tricolore, basato sul modello francese, come vessillo del nuovo stato. La bandiera aveva, al centro su campo bianco, un complicato simbolo con una corona d’allora al cui interno si vede un turcasso (una faretra orientale) rovesciato contenente quattro frecce, che affonda su un trofeo composta da un fascio littorio, un cannone, lance, due bandiere e un tamburo, oltre alle lettere RC (Repubblica Cispadana). Nel 1848, il Tricolore, spogliato del complicato simbolo, fu scelto da Carlo Alberto, re di Sardegna, come vessillo durante la Prima Guerra d’Indipendenza, diventando così il simbolo del Risorgimento italiano.
La sala in cui si svolse questo importante evento era quella dell’archivio comunale, costruita tra il 1772 e il 1787, durante la campagna di restauro di Ludovico Bolognini. Si tratta di una grande sala a forma ovale, con tribune su tre piani, e grandi colonne a sorreggere l’insieme. Oggi ospita il consiglio comunale di Reggio Emilia.

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