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Chiesa e chiostri di San Domenico
via Emilia San Pietro 44
L’antica chiesa dei domenicani fu iniziata 25 luglio 1233, a seguito delle predicazioni dell’ordine in città. Nel 1488 la chiesa fu allargata e innalzata, su progetto di Antonio Casotti. Nel 1509, con l’apertura del Tribunale della Santa Inquisizione proprio in piazza San Domenico, parte del convento fu trasformato in prigione del Sant’Uffizio. L’ultimo intervento, in ordine di tempo, risale al 1734, quando la chiesa fu ridotta a singola navata. Con la soppressione dell’ordine domenicano avvenuta durante l’occupazione napoleonica, l’intero complesso divenne ospedale militare. Con l’Unità d’Italia, divenne deposito degli stalloni, fino al 1945, venendo infine recuperato soltanto sul finire del XX secolo.
La facciata della chiesa, rielaborata nel 1726 da Giovanmaria Ferraroni ma rimasta incompiuta, mostra i segni di tutti i diversi interventi occorsi nella storia. Osservando la stratigrafia dei setti murari, infatti, si scorgono le diverse altezze e forme del tetto, l’antico rosone e le nicchie. L’interno barocco è a croce latina, e conserva numerose statue e dipinti. Nel primo altare a destra si riconosce il San Giacinto in estasi del veneziano Palma il giovane; nel secondo vi è un San Vincenzo Ferreri di Pietro Desani.
Il convento, ospita l’Istituto Musicale Achille Peri, ed è noto soprattutto per i suoi due chiostri, quello piccolo, addossato alla chiesa, e quello monumentale, oggi utilizzati per eventi temporanei. Il chiostro piccolo ospita, dal 2005, la scultura Less Than di Robert Morris, collocato proprio al centro, e pensata appositamente per questo piccolo spazio.

